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Tomo terzo.
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del Principe don Francesco. 621lio 5 e della Notte, si vide tutta nuda 5 e scapigliata con una ghir-landa di pampani in testa , tenendo senza verun freno la boccaaperta la Licenza, con cui la Bugia sua sorella, tutta di diversipanni, e di diversi colori coperta , ed involta, e con una gazza permaggiore dichiarazione in testa, e con il pesce seppia in mano,accompagnata s’era . Avevano queste, che con loro di pari cam-minava , il Pensiero ; fingendo per lui un vecchio tutto di nero ve-stito aneli’ egli, e con una stravagante acconciatura di noccioli dipesca in testa, mostrando sotto i vestimenti , che talora svento-lando s’ aprivano , il petto, e tutta la persona essere da mille acu-ti some spine punta , e trafitta . Momo poi , lo Dio del biasimo , e Monte Dio del biasi.della maldicenza si vedeva sotto forma d’un curvo , e molto lo- mo 'quace vecchio dopo costoro venire : e con loro il fanciullo Tage-te tutto risplendente ( benché della Terra figliuolo ) ma in tal mo-do figurato ; perciocché primo su dell’ arte degli aruspici ritro-vatore ; sospendendogli per dimostrazion di quella uno sparatoagnello al collo, che buona parte degli interiori dimostrava . Ve-devasi similmente sotto forma di un grandistimogigante l’Assrica-no Anteo , di costui fratello, che di barbariche vesti coperto , conun dardo nella destra mano , pareva , che della decantata fierez-za volesse dar quel giorno manifesti segnali. Ma dopo costui sivedeva seguitare il Giorno dell’ Èrebo similmente, e della Nottefigliuolo , fingendo anche questo un risplendente, e lieto giova-ne , tutto di bianchi drappi adorno , e di ornitogalo incorona-to , in compagnia di cui si vedeva la Fatica sua sorella, che dipelle di asino vestita, si era della testa del medesimo animale congli elevati orecchi, non senza riso de’riguardanti, fatto cappel-lo; aggiungendovi per piegatura due ali di gru ; e per 1’ opinio-ne , che si ha, che gli uomini indeseifi alla fatica renda, avendo-gli anche le gambe della medesima gru in mano messe. Il Giura- Giuramento, e suo a-mento poi da’ medesimi generato , lotto forma di un vecchio sacer- ^ it0%dote, tutto spaventato per un Giove vendicatore, che in mante-neva; chiudendo tutta la squadra al gran padre Demogorgone at-tribuita , teneva a costoro ultimamente compagnia .

E giudicando con queste deità bastevolmente aver mostro i prin-cipi di tutti gli altri Dei, qui fine a’ seguitanti del primo carro suposto .

Carro secondo di Cielo

M A nel secondo di più vaga vista , che allo Dio Cielo su destinato, del descritto Etere , e del Giorno tenuto da alcunifigliuolo, si vedeva questo giocondo, e giovane Dio di lucididimestelle vestito, e conia fronte di zaffiri incoronata , e con un vasoin mano entrovi una acceso fiamma sedere sur una palla turchinatutta delle quarantotto celesti immagini dipinta, e adorna : nel

cui

Cielo , e sua vaga co-parsa .

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