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i- J*, penule. Questi, che il Vasari in varj luoghi chiama 'Vsz.j , eranomonti vacabili, che si perdevano alla morte di chi li possedeva , ri-cadendo alla Camera Apostolica , come anco al presente , quando ilpossessore di essi non gli traslerisca avanti, sotto certe condizioni.
V. 8 . Di Francesco dal Prato ha parlato anche altrove il Vasari ,cioè nel tomo il. a cart. 259.
•sigg- alla nota . Vedi il Vasari nel tom. il. a c. 428.
VITA DI DANIELLO DA VOLTERRA.
V. j -\T Edi la critica di questa tavola presso il Richardson tom. 3.
V a cart. 528.
VITA DI TADDEO ZUCCHERI.
V. i.T L cortesissimo sig. Mariette mi attesta d'aver veduto 24. di-X segni di mano di Federigo Zuccheri, dov’ era rappresenta-ta tutta questa Vita meschina di Taddeo suo fratello. E tra questi ven’ era uno , dove era espresso Taddeo , che nel tornarsene a casa , s’ad-dormentò stanco in riva a un fiume, ed esposto al Sole : e che risenti-tosi colla fantasia riscaldata, gli parve, che le pietre, le quali avevainterno , fossero dipinte da Raffaello,e da Polidoro, tanto aveva dise-gnato sempre le loro cose ; onde ne pose molte in un sacco , e carican-dosele stille spalle , le portò a casa . In un altro era espresso , quandoal lume di Luna disegnava per Roma le statue , e i bassirilievi antichi ,o pure le pitture, che aveva veduto il giorno , e tenute a mente . Sot-to ciascuna storia erano alcuni versi Italiani, che spiegavano il sogget-to di quella pittura. Federigo aveva a questa istoria aggiunto , pervenerazione al fratello , il suo ritratto , e in tre altre carte quello ditre gran pittori, venerati da detto suo fratello , cioè di Michelangeloespresso lotto la figura del suo Moisè, e di Raffaello rappresentatonell’ attitudine del suo profeta di s. Agostino , e di Polidoro tatto infigura d’ una di quelle deità , che fono nella favola di Niobe, detta vol-garmente la Maschera d' oro .
^.35. La vigna del cardinal Poggio , eh' era , dov' è oggi la vignadetta di Papa Giulio , non è sul monte , ma alle sue radici . Nella pian-ta di Roma del Bufalini è nominata : Vinca episcopi Bononienfìs , nonche fosse vescovo di Bologna , ma patrizio Bolognese , e vescovo d’Ancona .
V. i;. li Vasari volle dire a Verona , e gli è venuto detto a Bpma .
K27. Federigo in una postilla feriste qui : „ Questo non è vero,come„ l’opera lo mostra di molto studio , ma è di man sua , e del fratello ;„ nè in simili opere si valeva d’ alcuni di detti ajuti „.
V. penuit. Il medesimo Federigo in una postilla fatta a questo luogodel Vasari dice : „ Questa tassa più a Giorgio , che a Taddeo si convie.,, ne. E’ mendace , è maligno a dir questo ; anzi con molta carità„ cristiana lì dilettava ajutare , e sovvenire molti giovani forestieri ,,, il cui trattenimento gli era di molta lode , e non di biasimo , come„ indegnamente gli dà questo maledico,, .
Ma piuttosto maledico è lo Zuccheri, perché il Vasari non lo dice
di
Pag. 127.
P. 128.P.129.
P.133,
P.145.
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