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Tomo primo.
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Vita di Pietro Laurati.' 73

Toscana insino a quei tempo, e ornata tutta di pietre quadrate » e d’in-tagli, come si è detto , di mano di Margaritone , dipinse a frelco la tri- *.« dipinse afrese» labuna j e tutta la nicchia grande della cappella dell’altar maggiore » fa -*”!>*»*•* U capfell*cendovi a fresco dodici storie della vita di nostra Donna con ligure gran- m *S& ,ere •di, quanto sono le naturali: e cominciando dalla cacciata di Zaccheria 1 deltempio fino alla natività di Gesù Cristo . Nelle quali storie , lavorate afresco , si riconoscono quasi le medesime invenzioni, i lineamenti, 1’ arie Jm - Udelle teste, e l'attitudini delle figure , che erano state proprie , e parti-colari di Gioito silo maestro. E sebbene tutta questa opera è bella , èsenza dubbio molto migliore, che tutto il resto, quello che dipinsenella volta di questa nicchia ; perché dove figurò la nostra Donna anda-re in Cielo ; oltre al far gli Apostoli di quattro braccia s uno , nel chemostrò grandezza d’animo , e fu primo a tentare di ringrandire la ma-niera ; diede tanto bella aria alle teste , e tanta vaghezza a i vestimenti ,che più non si sarebbe a que' tempi potuto disiderare . Similmente ne ìvolti d’un coro d’angeli, che volano in aria intorno alla Madonna, econ leggiadri movimenti ballando, sanno sembiante di cantare ; dipinseuna letizia veramente angelica, e divina ; avendo massimamente fattogli occhi de gli angeli , mentre suonano diversi istrumenti, tutti fissi ,e intenti in un altro coro d’angeli, che sostenuti da una nube , in for-ma di mandorla , portano la Madonna in cielo, con belle attitudini, eda celesti archi tutti circondati. La quale opera , perché piacque , emeritamente , su cagione , che gli fu data a fare a tempera la tavola dell'altar maggiore della detta pieve : dove in cinque quadri di figure gran-di quanto il vivo sino al ginocchio, fece la nostra Donna col figliuolo inbraccio ; e s. Gio. Batista , e s. Matteo dal!' uno de' lati, e da II' altro ilVangelista, e s. Donato , con molte figure piccole nella predella , e disopra nel fornimento della tavola : tutte veramente belle, e condottecon buonissima maniera . Questa tavola , avendo io rifatto tutto di nuo-vo, a mie spese , e di mia mano , 1’ altar maggior di detta pieve, è stata ^ Va (tl‘dHll'fi *fposta sopra 1’altar di s. Cristofanoa piè della chiese. Né voglio, eh e 4'Areur.».mi paja fatica di dire in questo luogo, con questa occasione , e non fuordi proposito, che mosto io da pietà Cristiana, e dall’ affezione , che ioporto a questa venerabil chiese collegiata, e antica: e per avere io inquella apparato nella mia prima senciuliezza i primi documenti : e per- in detta chiesa ho-tché in està sono le reliquie de’ miei passeri ; che mosto dico da queste ca- * n, p» rat0 * t r,m * 0 'gioni, e dal parermi, che ella suste quasi derelitta, l’ho di maniera re- eHm<m *staurata, che si può dire , di' ella sia da morte tornata a vita ; perché ol-tre ali' averla illuminata , estendo oscurissima 2 , con avere accresciute lefinestre, che prima vi erano, e fattone dell’ altre ; ho levato anco il co-Tom. I. K ro,

1 Dalla cacciata di Zaccheria. Nell’edi- a Le chiese antiche avevano le finestreLione de' Giunti è posto nella tavola degli er- strettissime , che sembrano piuttosto feritoje ,roti, e corretto nella cacciata di Giovacchi' e così s’ usarono fino alXII. secolo . Si tace-ri» , ma rimane scuro nello stesso modo . vano così > perche le chiese fossero oscure .

onde