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Tomo secondo.
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Vita di Baccio Bandinblli. §8z

c di soldati, fece conoscere il buon disegno, che aveva nelle figu-re » e P intelligenza de’ muscoli > e di tutte le membra» e gli recòper tutta Europa gran fama. Fece ancora un bellillimo modello dilegno » e le figure di cera per una sepoltura al re d'Inghilterra , . .

la quale non sortì poi 1' effetto da Laccio » ma fu data a Benedetto da ghUttrr** " ^

Rovezzano scultore» che la fece di metallo. Era tornato di Fran-cia il cardinale Bernardo Divizio da Bibbiena » il quale vedendo »che’1 re Francesco non aveva cosà alcuna di marmo nè antica» nèmoderna » e se ne dilettava molto » aveva promesso a sua Maestàdi operare col Pupa sì » che qualche cosà bella gli manderebbe .

Dopo questo cardinale vennero al Papa due ambasciatori dal reFrancesco ; i quali vedute le statue di Belvedere » lodarono » quan-to lodar sì possa » il Laocoonte. Il cardinale de’Medici » e Bib-biena » eh’erano con loro » domandarono se il re arebbe cara unasimile cosa; risposero» che sarebbe troppo gran dono. Allora ilcardinale gli disse : Astia Maestà si man lerà o questo» o un limi-le» che non ci sarà differenza . E risolutosi di farne fare un altroa imitazione di quello » si ricordò di Buccio» e mandato per lui ,gli domandò» se gli bastava 1’animo di fare un Laocoonte pari alprimo. B;ccio rispose» che non che stime un pari, gli bastavaI’animo di passare quello di perfezione. Risolutosi il cardinale»che vi si mettesse mano, Laccio, mentre che i marmi ancora ve-nivano, ne se'e uno di ce/a » che fu molto lodato, ed ancorane f 'ritrarn

Fece un cartone di biacca, e carbone della grandezza di quello di TeHiBtlvtderel***'marmo . Venuti i marmi, e Laccio avendosi fatto in Belvedere fa-re una turata con un tetto ner lavorare, dette principio a uno de’putti del Laocoonte , che fu il maggiore , e lo condusse di manie-ra » che ’l Papa » e tutti quelli, che se ne intendevano, rimaserosatisfatti, perché dall’ antico al suo non si scorgeva quasi diffe-renza alcuna . Ma avendo messo mano ali’ altro fanciullo, ed allastatua del padre, che è nel mezzo, non era ito molto avanti , quan-do morì il Papa . Creato dipoi Adriano VI. , se ne tornò colcardinale a Firenze, dove s’intratteneva intorno a gli studj del R,r * a>iedisegno. Morto Adriano VI. e creato Clemente VII-» andò Bue- *

ciò in poste a Roma, per giugnere alla sua incoronazione , nellaquale fece statue , e storie di mezzo rilievo per ordine di sua San-tità ■ Consegnategli dipoi dal Papa stanze, e provvisione , ritornòal suo Laocoonte, la quale opera » con due anni di tempo » su con-dotta da lui con quella eccellenza maggiore , eh’ egli adoperassegiammai. Restaurò ancora l’antico Laocoonte del braccio destro , ^ e

il quale essendo tronco , e non trovandosi , Laccio ne fece uno di r ist tr \ i> originai!cera grande, che corrispondeva co’ muscoli, e con la fierezza,e maniera ali’ antico, e con lui s’univa di sorta.» che mostrò,quanto Laccio intendeva dell’arte . E questo modello gli servì afare l’intiero braccio al suo . Parve quest’ opera tanto buona a

sua