lerati non hanno di che dolerſi; ma non può eſſere odia-to, poiche non fa coſa, che la poſſa rendere odioſaʒ e tut-tauiaè temuta poiche non perdona à delinquenti. Equãtunque la troppo forza, e la gran ventura ſgogliano generare e timore,& inuidia etiamdio ne beneuoli, e negliamici, i quali temendo, inſieme odiano; concioſia chequelle 18 che ſpauentano, ſi inimicano;& al loro ac-creſcimento, ciaſcuno quanto può, ſi oppone: nondimeno la prodezza del voſtro cuore, e la bontd dell'animo, ladolceaza de coſtumi, e la conueneuolezza de modi, edelle maniere, e de le parole, e le coſe magni ficamentefatte, commouono con la loro bellezza, e col loro ſplendore ancora ꝑli aduerſarii, e nemici ad amore,& à mara-uiglia, anzi à riuerenza,& à veneratione. E certo niunagratia può Ihuomo chiedere à Di maggiore, che di vi-uere queſta vita in ſi fatta maniera, che eęli ſi ſentaamare,e commendare da ogni lato, e da tutte le gẽti ad vna voce:e maſſimamente ſe egli iſteſſo( come fa voſtra Eecellẽtia)non diſcorda dal vniuerſale opinione, anzi ſeco medeſi-mo, e con la ſua conſcienza ſi può ſenta alcuno rimordi-mento rallegrare, e beato chiamare: felicità ſenza alcunfallo troppo maggiore, che le corone, ei Reami, egli Imperii, a quali ſi peruiene aſſai ſpeſſo con biaſmeuoll fatti,e con danno, e con ramarico de vicini, e de luntani. Nèà me può in alcun modo caper ne fanimo, che à coloro,che ſi ſentono cosi eſſere da gli altri huomini odiati,&abominati, come i nociui e venenoſi animali ſi temono,e ſi ſchi fano, poſſa pure vn poco ꝑiouar delle loro richeꝝze nè de la loro potentia. Ilche ſenza alcun fallo inter- fuiene di neceſſità à ciaſcuno, che ſi volge ad vſar la forza,e la violenza, fuori di ragione, e di giuſtitia. Perciochequal animo potrebbe eſſere mai ſi harbaro, che amaſſe, dlodaſſe quello antico Attila, ò alcun altro di ſimile con-ditione ö che tale appetiſſe di eſſere egli, d i ſuoi diſcen-denti, quale colui fu? tutto ch egli poco men che I Afri-
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