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Eccellentia, la quale non torce, nè piega mai, nè po-ſtergata la ragione va dietro à la cupidigia,& à la aua-ritia. Sotto il felice gouerno ſuo non ſi veggono più co-me prima garrire i popoli con la nobiltà; laquale pare-ua, che cercaſſe di opprimergli. Laonde ſouente ſi leua-uano ſeditioni, le quali con malageuolezza ſi poteuanoacquetare. L IIluſtriſſima,& Eccellentiſſima perſona vo-ſtra ſi rende amabile tanto à plebei, quanto à nobili, e Si-gnori grandi; perche vſa vgual giuſtitia ad ogni ſorte diperſone: dicẽdo Socrate, che niuna coſa tanto vale a muouere gli animi popolari ad amare il Prencipe, quanto faquella giuſtitia, la quale egualmente procede contra i nobili, e contra i plebei. In queſto Iuoco, vnico Signore, ſi accende il cuore di far dire à la lingua ſua miniſtra, che s al-cuno ò per ſantità di coſtumi, ò per eccellẽza d ingegno,Oper giouamento fatto a gli altri huomini, meritò maid'eſſere in alto con ampie è veriſſime lodi portato, voi ſe-te quello. E perche sò, che le modeſtiſſime orecchie di voſtra Eccellentia non comportano di vdire il fuono delleproprie lodi, tutto che giuſtamente ſe ſi debbano. E per-che ancora ſon certiſſimo, che s io haueſſi mille lingue, emille anni ragionaſſi delle meritiſſime lodi ſue, piu toſtomi mancherebbe il tempo che la materia. Nè ciò io horaho fatto, per credere di potere con la ſcurezz a delle miebaſſe parole arrecare alcuno ſplendore à quelle chiariſſime glorie, le quali ſono tanto nel colmo poggiate d' ognialtezza, che ſi come niuno biaſimo non le offuſca, cosi nõle illuſtra lode neſſuna. Ma folo per moſtrarne alcun ſe-gno di nõ parere nè orbo in tutto à non vedere il Sole. AJa cui luce non potendo io afſiſſarmi, come potrò giamaidella ſua luminoſa vertù tener perfetto ragionamentoꝰPerciò piu oltre non mi ſtendoʒ ma tornando al propoſitomio, dico, che ſe Teocrito indirizzò il ſuo ruſticano Poe-ma a Perſa ſuo amatiſſimo fratello; Se Virgilio conſecròla ſua diuiniſſima Georgica al ſuo fauorito Mecenate; e
ſe
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