Aignoranti, ſoglio ſempre tener quel conto, che la LunaNel baiar de cani. E di quegli, e quali oltra che ſono dipurgato, e ſeuero giudicio, ſono tanti inuaghiti di loromedeſimi, che ogni altra coſa, la quale non ſia fattura degli intelleti loro, ſubito gli viene à noia, nulla ſtima fo, edi quella iſteſſa moneta li cambio, che eſſi ſogliono pa-garaltrui. Ma dirò ſolamente hauerlo fatto, per honorarme con la chiarezza del nome di voſtra Eccellentia, e lo-pera inſieme: la quale d altro biſogno non hauea piu, chedi portare in fronte il chiariſſimo, e glorioſiſſimo nomedi lei, in cui tutte le più belle& eccellenti virtù, che ſi poſſono deſiderare in 189 e valoroſo Prencipe, tengonoil loro principato. Perciò ſopra laltezza della vertu, ede Fautorità ſua d appoggiarla deliberato mi ſono, per alzarla col ſuo fauore, e col ſuo meritg à quel grado di riputatione, e di gloria, che eſſa da ſe, e ſenza aiuto di lei, dinon hauer meritato confeſſerà ſempremai. Ill che facil-mente mi ſuccederd, S ella con quella ſua benignità naturale, volterà alcuna fiata lanimo, ſe non per altro, per di-porto di quella, e per ricrearlo e dalle cure, e da penſieridelle coſe più graui, à queſte mie fatiche: nõ perche quel-la habbia ad imparare da eſſe coſa alcuna, ma perche venẽdo in luce ſotto la ombra ſua, poſſino ſicuramente da tutti gli altri laſciarſi vedere. Onde mi reſta ſolo di ſuppli-care humilmente voſtra eccellentia, che ſi come io le porgo queſto dono con tutta affettione, e diuotione de J animo mio verſo lei, cosi ella ſi degni di riceuerlo con la ſolita benignità e grandezza del ſuo verſo tutti coloro, cheſantamente loſſeruano, e la riueriſconoʒimitando cosi ella nel accettarlo il grandiſſimo Ip p io che le vittime ſti-ma per Faffetto e purità della mente de ſacriſicanti, e nõper lo pregio di quelleʒ come io imito ne offerirlo colo-ro, che non potendo accendere vn torchio à ĩ ſacri altari,accendono vna picciola candela; doue più riſplende lafiamma del lor viuo amore, che la qualita. of-8 eta.
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