vno ſi pet ſuade di ſaper, e di hauer pid bello intelletto P vn de J.altro, onde ne ptocedono giudicij temeratij, e biaſimi fuor do-gai douete. Ma ſendo io nato huomo atto natutalmente al falli-re, come fia poſſibile, ch' io non ſia biaſwato, anzi inſin al viuotrafitto dalle pongenti lingue de' maldicenti, ſe Fiſteſſa natura, chepur guidata da vno infallibile ordine d ID o, vien biaſimatada i temerarij giudicij de gli huomini? Come ſi può far coſa in queſta vita, che ò per odio, o pet diſpregio, ò per inuidia, ô per ignoranza, ò pet ſofiſteria, non ſia vituperata? Tanta& la ſomiglian.za c' hanno gli eſtremi col mezo, e per conſeguente il vitio con lavirtů, che ſeè vno nel dir ſatà dolce, diranno ch egli è baſſo; ſe ma-turo, gli daranno del ſeuero; ſe gtaue, del duto le alto, del gon-fio; ſe ſententioſo, del Filoſofo. Da Faltto canto conſidero poi,che ſe riguatdo hauer ſi doueſſe al dir de riprenditoti, non ſi ttuouarebbe alcuno, che per commune vtile moſtraſſe mai al mondole ſue faticheʒ e tutti gli huomini diuerrebbono mutoli. percio chemi ricordo hauer letto appreſſo d vno Poeta antico, che la naturanon fece mai animale più cattiuo de huomo; percioche egli petdiſprezzo vitupera P'inferiore, per odio il pate, e per inuidia ilmaggiore. Di maniera che operi pur vertuoſamente quanto sà,che mai fuggir non potraà le riprenſioni, abzi quanto più noi ſisfotzia mo di viuere uettuoſamente, eſſercitandoſi in torno à coſe alte,& x eccellenti, tanto con maggiot empito ſi leua contra di noi il rabbioſo vento del inuidia. Onde S 1M ODE Peta eſſendo addimandato, in che maniera fuggir ſi poteſſe lodio de gl'inuidioſi, ri-ſpoſe, non ſi facendo coſa vertuoſa e magnifica. Biſogna dunquechiuder gli orecchi, laſciando ad ogni vn gracchiare quanto vuoleʒ& in quel modo, che vna Republica, la quale tende à grande zza,preſuppone per inconueniente neceſlario la confuſione, ſimilmente gli huomini, che vaghi di ſupplite con la ſama à faccorciamen-to della vita, mandano l' opere loro al coſpetto deꝰmortali; deonotenere pet vn neceſſario inconueniente leſſere traffitto dalle vele-noſe lingue de maligni calonniatori; perche il nemico col dir ma-le de loperationi noſtre, ci auiſa di quanto ci habbiamo à guarda-re. Il che Ax T IS TE NE afferma, che per di feſa della ſalute noſtra, fa di meſtieri, che habbiamo, ò deꝰveri amici, ò de grandi ne-miciʒ percioche quelli con le ammonitioni, e queſti col mal dire,ci ritraggono da i vitij. Et eſſendo(come dice P A TONER) F-amor cieco, e(come afferma PI VAR CO ö Todio di accutiſſi-ma viſta, per venit in cognition del vero, è più ſicura via quella delnemico
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I meteori di Cesare Rao ... : i quali contengono quanto intorno a tal materia si puo desiderare. Ridotti a tanta agevolezza, che da qual si voglia, ogni poco ne gli studi essercitato, potranno facilmente e con prestezza esser intesi
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