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I meteori di Cesare Rao ... : i quali contengono quanto intorno a tal materia si puo desiderare. Ridotti a tanta agevolezza, che da qual si voglia, ogni poco ne gli studi essercitato, potranno facilmente e con prestezza esser intesi
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nemico maldicente, che quella de lamico. Ihmaledico è vno vi-gilante oſſeruatore de noſtti coſtumi, e come Auoltoio ſente ſubito lodote de cor pi fracidi, cosi il nemico, ſe nel opre noſtre è qual -che coſa di male odore, ſubito la ſente, e penſando di offenderci colpublicarla, ci apporta giouamento, come ſi può vẽdete ne Jeſſem-pio di PROMETEO di THES SAG I A; à cui penſando il ne-mico di dat' vna ferita, gli taglio vna poſtema, e guat ir lo fece d vnmale, che fot ſe la morte dato gli hauetebbe. vna perſona mordacecol dir male acerbamente, e riprendendoci d ogni mia imo exrore,eneta in noi vn habito di prudenza, che ne fa dilcotrere ben le co-9 mettiamo in eſſecutione. E per lo contraſto, cheſuol fare la mala lingua, l huomo diuenta cauto nel parlare, pron-to nel riſpondere, acuto nel accuſare, ſagace nel difendete, e pru -dente 228 Dal ſopportar le pongenti parole de maldi-centi, s impara à ſofferire patientemente le perturbationi, che ſihanno nel gouerno della caſa, di ſe ſteſſo, e della Republica. Perla qual coſa io tengo per vn inconueniente neceſſario, Heſſere traffitto dalle velenoſe lingue de maligni calonniatoriʒ da i quali non vorrei anco eſſer lodato, pet fuggir il ſoſpetto d eſſere tenuto come lo-to, anzi ſommamente ſon tenuto rallegrarmene, per che queſta rabbia, la quale affligge il peccatore, e non J inuidiato, à me honore,&vtile,& à lor danno, e vergogna reca. Onde Socrate ſolea dire, che

volentieri hauerebbe voluto(ſe poſſibil 2 gli occhi, e gli

orecchi de gli inuidioſi e detrattori foſſero ſtati in ogni città, ac-cioche dal vedere, e ſentite le grandezze, e felicità de Cittadini,la pena loto accteſciuta veniſſe. Imperoche quanti ſono e dilettide gli huomini felici, tanti ſono i pianti delle perſone inuidioſe: lequali PIR NO figliuolo de EAG f DE le volle pid toſto appò dilui, che laſciarle andar à dir mal de' fatti ſuoi preſſo più gente. EFelippo padre di Aleſſandro non uoleua mai caſtigar chi di lui di-ceua male; ma si ben torgli l'occaſione, Chaueua di dirlo. Anzidiceua, c haueua da ringratiate molto i principali, che gouernaua.no Athene; perche con dir eſſi continouamente mal de fatti ſuoi,per fargli pater bugiardi, haueua ſempre la ſua uita, el ſuo gouernoemendato. Ma ditemi ò miei riprenſori, che uendetta penlate uoi,che faceſſe il RA o, quando ben haueſſe autorità ſopra di uoi, petquanto male poteſte mai dir di lui, ne di ſuoi ſcritti? Certamente,chlegli ſeguendo il conſiglio di Diogene, tacitamente,& honeſtiſſimamente ſi uendicarebbe contra di uoi col cercar di diuentar ognidi migliore di quel, ch egli è, riconoſcendo gli errori ſuoi da i biaſiC mi