36
zione rispetto agli urti esercitati da una venafluida contro una lastra verticale ( a ):
i.° Che in circostanze eguali gli urti del-le vene fluide si misurano dai quadrati dellevelocità.
a. 0 Negli urti obbliqui fatti secondo un an-golo di 6o° non seguesi nè la duplicata, nè lasemplice ragione de’ seni d’ incidenza.
3.° La misura assoluta dell’urto diretto variasecondo che varia l’ampiezza della lastra urtata.
4. 0 Se la lastra è notabilmente maggioredella sezione della vena fluida, la sua resisten-za eguaglia il peso d’ una colonna fluida aven-te la base eguale alla sezione della vena, e 1’altezza doppia di quella corrispondente alladiscesa libera d’ un grave per acquistare la ve-locità con cui si fa l’urto (§. 34 ).
All’opposto essendo più angusta la lastra1’ urto è minore.
Che se la sezione della vena riesce egua-le alla lastra, o di pochissimo diversa, 1’ urtosi misura dal peso di un cilindro o di una co-lonna acquea, avente per base la lastra, e trequarti dell’altezza dovuta alla velocità.
Cosi fra questi limiti è contenuta la mi-sura dell’ urto in tutti i casi.
66. Il Sig. Zuliaui spiega i precedenti effet-ti dipendenti dai!’ ampiezza delle lastre urta-
( a ) Venturoli luogo citato Cap. IV. 4> a -