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te osservando, che allo scontro delle lastre au-guste le particelle esterne della vena debor-dano dagli orli delle lastre stesse con notabi-le obbliquità, e fanno un angolo assai grandecol piano urtato, mentre allo scontro dellemaggiori quell’ angolo diviene sempre più pic-colo ed è costretto di piegare parallelamentealle lastre medesime, motivo per cui allora1’ urto eguaglia il peso di un cilindro dell’ al-tezza doppia di quella corrispondente alla ve-locità.
07. L’ urto si aumenta contro la lastra con-tornandola con un orlo rilevato, come esperi-mento il Morosi, di maniera che non solo la venaacquea per Scaricarsi debba essere co’ suoi filiparallela alla lastra, ma debba ripiegarsi all’in-dietro con opposta direzione della vena, ondepotere superare l’aggiunta dell’orlo, e far cre-scere la spinta fino al peso di un cilindro, a-vente la vena per base e per altezza la qua-drupla di quella dovuta alla velocità.
ARTICOLO II.
Sperienze sulla resistenza
DEI FLUIDI INDEFINITI
68. Diconsi fluidi indefiniti que’, ne’ quali l’o-stacolo opposto alle correnti non restringe sen-sibilmente la sezione, talché non viene altera-to il movimerrto del fluido circostante.