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Volume III.
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69. Le sperienze eseguite nell’ anno 1775 conbattelli diversi di varie grandezze aventi for-ma di parallelepipedo rettangolo, dai Signorid’ Alembert, Condorcet, e Bossut, e continua-te dall’ ultimo nel 1778, sono da noi richia-mate. I numerosi loro risultati sono i seguenti,i.° Negli urti diretti, non meno che ne-gli obldiqui, poste tutte le circostanze eguali,le resistenze si aumentano come i quadrati del-le velocità, supponendo che il solido sia total-mente sott’ acqua, e prescindendo dall’ alza-mento dell’ acqua contro la prora, tanto mag-giore quanto maggiore è la velocità.

a.° A velocità eguale, la resistenza seguela proporzione della superficie percossa; pre-scindendo anche in questo caso dall’ intume-scenza dell’acqua avanti la prora; la quale in-tumescenza cresce in fatti in ragion maggio-re delle larghezze, ed in minore delle altezze.

3 . ° Il peso di un prisma acqueo colla ba-se eguale al piano urtato, e coll’ altezza do-vuta alla velocità è la misura assoluta dell’urtodiretto contro il detto piano, valore eguale allametà di quello dedotto dalla Teoria Newtoniana( §. 34. Torri. /. §. 524. ).

4. ° Gli urti obbliqui seguono una leggetutt’ ora sconosciuta, giacché essi non seguonola duplicata ragione dei seni degli angoli d’ in-cidenza, come insegnasi dal Newton, nè la sem-plice ragione di essi, come nel sistema di Juan.