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mità e verso il mezzo degli alvei per evitare ivortici d’ ordinario prodotti a danno delle ar-ginature.
Egli è perciò, che non hannosi a tollerari mulini, o qualunque altro edilizio natantene’ fiumi, se per la caduta da essi promossa sene riconosce aumentata la profondità. E mol-to meno hannosi a tollerare se si avvicinanoad una fronte di poca resistenza e con dire-zione offensiva, e dove manca la golena.
178. I piani degli argini si eguaglino esi ricolmino frequentemente e di tempo in tem-po pel pronto scolo delle acque pluviali, so-prattutto se sono carreggiabili, e nel periodo diun decennio si rialzino di circa met. o. 5 o incompenso delle terre che si perdono, e collecarreggiature, e coll’ uso giornaliero nel tem-po de’ fanghi, e ridotte sono in polvere, e tras-portate dai venti impetuosi, e dalle bufere.
179. Serviranno in fine gl’ insegnamenti( Tom. II. §. 227, e seguenti ) per riconoscerequali siano le tendenze de’ fiumi, e se sia mi-nacciata la deviazione del filone dal mezzo del-1’ alveo a danno delle arginature; nel qual ca-so si volgeranno costanti le cure per impedir-lo. Così praticando si ommetterà di ributtaree di ritirare gli argini ad ogni piccolo incon-tro con aumento delle corrosioni facili tate amotivo dell’ aggrandimento delle sezioni. I ri-tiri d’ argine si usano solamente allora quando