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Volume III.
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i.° Clie le acque correnti tanto più si di-lungano dalla direzione degli impedimenti in-contrati quanto maggiore è la velocità, da cuisono animate, principalmente in vicinanza del-le sponde, da cui partono gli ostacoli.

2. 0 Che viceversa essendo il corso delleacque poco notabile, tanto meno si dilungadalla linea degli ostacoli, e tanto più loro siavvicina, e li segue.

3 .° Che quanto più gli ostacoli sono obbli-qui, e quanto più gli angoli da essi formaticolla ripa superiore sono ottusi, tanto più sen-sibile riesce l’accostamento delle correnti mo-dificate alle faccie de’ pennelli ( Tom . I. §. 190);e perchè per la maggiore obliquità riesciràminore l’apotema della superiore molente trian-golare, ( supposto che la base, e 1’ altezza deltriangolo dell’ acqua stagnante si conservinosempre le stesse, e costanti, qualunque sia l’obli-quità del pennello ); e perchè la larghezza del-la molente è misurata da tale apotema, sempreminore in proporzione dell’ ottusità aumentata.Nella Jìg. 1 5 la linea EL fa conoscere la pro-porzione della sezione occupata alla libera, ela BF la larghezza della molente, che si dimi-nuisce aumentandosi 1 ’ angolo ABE.

287. Producesi un altro effetto oltre quellodi ripiegare la corrente verso la sponda oppostaall’ ostacolo massime allora quando la larghez-za della sezione dallo stesso occupata ha una