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Volume III.
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chiudere col Gnglielmini, che le direzioni ret-te sopravvenienti si aggireranno in vortici circo-lari, o spirali, che impediranno col loro movi-mento turbolento ogni deposizione, e colle lorovolute potranno radere la sponda, e corroderla.

278. Riflettendo però che le tangenti retti-linee delle curve non hanno con queste che unsolo punto di contatto comune, ben si compren-de, che i predetti vortici circoscritti, come siè detto, da curve circolari o spirali entro lospazio BAC, attaccheranno, e raderanno prin-cipalmente un determinato punto dell’ impedi-mento li A, ed un altro della sponda AC. Egliò perciò, che tali punti soprattutto devonsimantenere fortificati, e fermi agli assalti, da’quali vengono essi investiti, fino a tanto che1 ’ invincibile resistenza del molente ABC abbiaprodotta la deviazione dello spirito delle acquecontro 1 ’ opposta parte all’ ostacolo BA. Dopociò diverranno le acque tranquille nel triango-lo ABC, ove le torbide potranno essere abban-donate, e produrre proporzionate bonilicazioni.

27Q. Dal fin qui detto apparisce, che l’azio-ne dei pennelli disposti contro la direzione del-le correnti superiori dipende dall’ angolo acutoBAC, e dalla lunghezza di BA. Quanto più sa-rà acuto tale angolo, tanto meno il vortice siaccosterà all’ estremo punto B dell’ ostacoloAB, e non sarà necessaria una maggiore lun-ghezza, ond’ esso possa più efficacemente ripie-gare la corrente.