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so che non essendo sostenuto potrebbe rima-nere distrutto e seco trarre la totale ruina del-le difese. Per tanto deve fortificarsi soprattut-to il punto G dove le acque si ripiegano ren-dendolo incorrodibile. Per siffatta maniera sipreverranno i moti irregolari e vorticosi, ed ilpennello EF eh’ è tanto più solido, quanto mag-giore è la lunghezza di FG si manterrei invin-cibile comunque e per quanto grande sia laviolenza delle fiumane.
336 . In fine lo sperone dovrà pure prolun-garsi alcun poco in H proporzionevolmente alvolume delle acque correnti in piena e dovràtal punto H essere solidamente, ed efficace-mente munito per combattere qualunque mo-to turbolento e vorticoso onde non si forminogorghi inferiori a danno del pennello EF.
337. Il precedente metodo di difesa è sta-to nell’anno 1824 usato con felice successo sunotabile lunghezza per contenere 1 ’ Arno inun alveo regolare. Si determinarono con sup-pelletile d’ ingegno le naturali sponde del fiu-me dal Cavaliere Vittorio Fossombroni, asse-gnate come limiti dell’ acque correnti, e l’In-gegnere Manetti seguendo lo stesso sistema lesottomise al freno delle linee tracciate. I pen-nelli ove le fronti erano corrose, s’ innalzaro-no con direzione ortogonale ed a ciascuno diessi si uni uno sperone contro corrente, uno de’quali detto argine di Faraglia rimpetto a Spec-