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Volume III.
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come la ripa naturale della Parma. Alla estre-mità, o coda C di questo pennello innalzaiall’ asse di lui verso la sponda la perpendico-lare BC della lunghezza pure arbitraria di met.20 per determinare la testa insuperabile diun secondo pennello, che andò ad incontrarela suddetta corda alla distanza di circa met.120 partendo dalla testa A del primo; succes-sivamente colla seconda perpendicolare DEcondotta dall’ estremo D all’ asse del pennel-lo BD di eguale lunghezza alla prima fu sta-bilita la testa E di un altro respingente EF,che col punto d’ intersezione F incontrava lastessa corda alla distanza a un dipresso di met.200 dal principio A della corrosione. Ora fa-cilmente s’ intende che con tale disposizione ilprimo pennello assicurava la testa del secondonon potendo le acque prender corso fra essicon moto retrogado, ed il secondo assicuravala testa del terzo e che le teste dei due pen-nelli inferiori BD, EF si trovavano in un pun-to delle perpendicolari BC, EG alla corda AZ.

344. Cosi le acque torbide potevano intro-dursi senza danno come s’ introdussero fra ipennelli isolati; avanzarsi sino alla riva; de-porre il limo lungo la fronte corrosa; e far ri-cuperare in poco tempo con feraci deposizioniil terreno perduto che si dispose a piano dol-cemente inclinato, spingendo nel mezzo dell’al-veo lo spirito delle piene, cioè nel sottoposto