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il maggiore si mantenne alla sinistra 1 ’ altroalla destra e quantunque questo fosse il mi-nore spaccò porzione delle alluvioni colte efruttifere dell’ opposto villaggio di Lesignanoe le ridusse ad isola rimanendo esse separateda quella fronte e comprese fra due correnti,la primaria a sinistra, la secondaria a destra.
343. Era facile il rivolgere il ramo destronel sinistro, e ricongiungere le alluvioni isola-te ai tenimenti da cui erano state staccate;ma trascurando i possidenti di Lesignano didifendersi anzi opponendosi eglino alla costrut-tura di un traversante da me proposto per chiu-dere il recente ramo minore che si era aper-to, nella lusinga soverchia che naturalmente sicorreggesse il vizioso corso delle acque discen-denti da Langhirano, e tendenti alla Badia, lolasciarono libero e senza freno, ed ingannatinella loro lusinga si videro soggetti alla totaleincursione del Torrente.il sinistro ramo si chiu-se, e si rialzò; il destro si allargò accogliendo1 ’ intero spirito delle acque; le superstiti e po-che alluvioni isolate si allontanarono e diminui-rono; il Canale maggiore, le derivazioni da esso,i mulini esistenti al piede di que’ colli furonoassaliti da una viva corrosione e s’ imploraro-no perciò riparazioni difficili d' incerta riusci-ta e superiori in ogni ipotesi alle forze degl’interessati cui spetta sostenere la spesa. I di-sastri adunque di Lesignano devonsi imputare