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Volume III.
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„ si vada dall’ argine abbandonando all’ acque,, il sacco, e ritenendo a se 1’ involto, che do-,, vrà calarsi a poco a poco accompagnando„ 1’ avanzamento del sacco. Tosto poi che que-,, sto trovi il fermo, e vi si assetti, si applichi,, quello alla sponda, e il capo superiore della,, corda si leghi ad un paletto fitto sull’ argi-,, ne. Se dall’ inchinarsi del paletto, e dal ten-,, dersi che fa la corda, si comprenda, che il,, sacco vuol discendere, si svolga la corda, e,, di nuovo, fermo che sia il sacco, si leghi al,, paletto. Se ne disponga in seguito contigua-,, mente 1’ uno all’ altro quel numero che ba-,, sta a coprire 1’ argine dalla corrosione, e se,, ne soprapponga un altr’ ordine se mai 1’ im-,, peto fosse grande. Cessata la piena si può,, agevolmente ricuperare il sacco, la corda, e,, tutto il materiale onde sostituire al provvi-,, gionale ed istantaneo un riparo permanente.,, 11 sacco col suo peso fa le funzioni d’auco-„ ra, e di mano in mano che V energia del-,, T acqua gli va cavando di sotto il terreno,,, segue quello a profondarsi, finché detta ener-,, già sia dalla resistenza superata. Il disporsi,,, che fanno questi involti in iscarpa, e il ce-,, dere delle fascine all’ urto dell’ acqua, le„ toglie la forza. Sull’ effetto del legname sot-., tile e della scarpa da conferirsi ad ogni ri-,, paro su i fiumi molto acconciatamente par-lò il Viviani. E il celebre Abate Frisi nel

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