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ghe radici entro il loro corpo putrefatte, oaperti dai topi, dalle talpe, dalle volpi, o daaltri animali, che li traforano per annidare nel-le tane da essi formate. Quindi da tali meativeggonsi uscire in copia le acque torbide, eformare i così detti fontanazzi, cui non oppo-nendosi senza indugio, ne potrebbero derivarefuneste conseguenze.
375. Affacciandosi tale pericolo in tempodi piena, e non convenendo indebolire, e tagliaregli argini per riconoscerne 1 ’ origine, si tenta,soggiunge il Cavalieri (a) ,, di chiudere se è,, possibile il varco al fontanazzo o sulla fron-,, te, o sulla spalla dell’ argine turando il fo-,, ro per cui entra, o da cui esce 1 ’ acqua con,, materie adattate, e quando ciò riesca per,, prevenire il caso, che il fontanazzo si ria-,, pra, si forma una banca dietro 1 ’ argine che,, possa servire d’ impedimento all’ uscita del-,, Tacque, almeno finché dura la piena, ,, usan-dosi da molti pratici la cautela di rinforzarela banca con tavoloni sostenuti fermamentecon palafitte.
376. „ Qualora poi, ripiglia il Cavalieri,,, riesca vano il tentativo di chiudere il fon-,, tanazzo alla sua orgine, o al suo sbocco, il
(a) Istruzioni Tom. I. §. 43.