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456 . Io mi risovvengo sempre dello spaven-to degli abitanti di Luzzara e de’ finitimi incircostanza della surricordata piena straordi-naria del Novembre 1801. L’argine lungo quel-la fronte era a misura media più basso del pe-lo della fiumara di met. 0. 60, ove più ovemeno, e fu d’ uopo di contenerla con un so-prasoglio dell’ insigne lunghezza di circa unmiglio ( met. i 5 oo ).
Tale soprasoglio si formò col mezzo di4000 e più sacelli ripieni di terra preparatidalle donne del paese occupate di giorno e dinotte impiegando non poche suppellettili dome-stiche, non risparmiate pur anche in parte quel-le appartenenti alla Chiesa. Con siffatto arti-fizio s’ impedì che il vento impetuoso spiran-te contro quella piaggia danneggiasse colla suaviolenza e colle continue ondate, che da essosi sollevavano, il soprasoglio che poteva di leg-gieri essere distrutto, se si fosse formato di so-la terra non rivestita.
Tuttociò non ostante il terrore dei Luz-zaresi fu sommo; si videro frequenti emigra-zioni, trasporti di vittovaglie, condotta dei be-stiami in salvo.
Apparvero sorgenti e fonti salienti ne’ cam-pi, e le acque si versavano dai pozzi circon-vicini, indicando, che il corso delle acque e-rasi stabilito sotto la base dell’ argine espostoperciò ad essere inghiottito dalle caverne sot-