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muovono la ruina, non devesi giammai ommet-tere di assicurare con fermezza, e solidità in-vincibile la fronte investita con graticci, fa-scinoni, gabbioni, e va dicendo, fornendola discarpe abbondanti. Soprattutto s’ impegni l’ar-te a domare, ed a vincere il filone , che cor-re per la rotta riconoscendone diligentementela direzione che ordinariamenie divide la lar-ghezza della rotta in due segmenti di cui ilsuperiore sta all' inferiore come uno a due ( a).
470. Se 1 ’ acqua nella rotta non ha grancorso la palificata maestra può farsi servireper paradore(ò) eproporzionevolmente alla for-za da combattersi si forniscono i pali dellanecessaria grossezza.
471. Mancando la forza delle acque al disotto delle rotte, in proporzione del maggiore,o minore scarico del fiume, ivi si depongonole torbide, massime se i fiumi sono di poca por-tata, ed insufficienti pel trasporto delle mate-rie rapite dall’ alto. Altronde alzandosi le a-cque a misura che le bocche si restringono( §. 464 )j e divenendo massimo 1 ’ aumento del-P altezza al momento della stretta, si suole a-prire nel corpo delle torbide depositate unafossa chiamata gattolo, ( c ) affinchè il corpo
(a) Cavalieri Istituzioni Tom. I. §. 66.( b) Mari Tom. I. Sez. XXX. §. Vili.( c) Mari luogo citato §. XI.