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Volume III.
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si riconoscerà 1’ estensione del terreno adiacen-te al corso delle acque, che puossi ridonareall’ agricoltura. Presi i punti medi di tutte lesezioni si conduca per essi una linea che leintersechi dalla prima all’ultima, e resterà trac-ciato 1’ asse dell’ alveo.

482. Si esamini, e si riconosca mediante li-vellazione quale sia la pendenza naturale deltorrente fiume, e sull’ asse si apra un cavofornito di tale pendenza e di pochi metri inlarghezza, colla certezza che le acque riunen-dosi, come riflette il Bernarde, si apriranno dase stesse dei canali proporzionati al loro volume.

433. Particolarmente si esamini tutti que’luoghi in cui si può credere che tale sia lalarghezza, la profondità, e la stabilità dell’ al-veo, quale precisamente conviene alla natura.Tutti questi luoghi importanti devono essereaccuratamente osservati, poiché tutta 1 ’ arteriducesi ad imitare in seguito, ciò che la na-tura ha fatto di meglio.

434. Prescritte in una maniera fissa ed in-variabile con tale operazione preliminare lesponde fra le quali il torrente fiume deve con-tenersi, e prescritto 1 ’ asse colla pendenza ne-cessaria, si fanno partire come suggeriscono ilsig. Nicolo de Belli di Capo d’ Istria, ed il P.D. Mario Cortinovis nelle loro dissertaziouipremiate dall’Accademia di Agricoltura di Li-dine, da ciascuna sponda, e nello stesso luogo