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due briglie le cui sezioni verticali sieno circo-lari, ed anche se vuoisi, cicloidali, almeno su-periori di mezzo metro alle somme piene ov’esse sono congiunte alle lronti, e decrescentigradatamente per finire e perdersi nel fondodell’ asse attraversando normalmente tutto 1’alveo.
485. La distanza interposta fra queste bri-glie, ove la pendenza longitudinale è di uncentimeti-o per metro si può ritenere di circamct. 5oo, ed anche più o meno secondo le va-rie circostanze; il numero delle tortuosità dacorreggersi; la natura delle terre di cui lesponde sono formate, in una parola secondo l’in-dole de’ fiumi, ed i pericoli.
In generale si può affermare che nei tron-chi più elevati e declivi si possono tenere lebriglie più lontane fra loro, e si avvicinanoa misura che si discende e manca la penden-za. Quando il pendio è notabile 1’ azione diun urto si propaga a maggiore distanza: suc-cede il contrario essendo poca la declività.
486 . Le briglie si costruiscono con mate-riali incorrodibili in calce e sabbia; si fonda-no a due metri circa di profondità e riposanocolle loro basi su palafitte da conficcarsi a ri-fiuto di berta armate di puntazze di ferro, semostrasi incerto il terreno. Le briglie stesse siformano di sezione prismatica triangolare pertraverso ed a lati assai inclinati, massime su-