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Volume III.
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di acqua; a conservar le derivazioni varie delle acque ir-rigatorie; richiamando il progetto da me fatto nell’ anno1819, di impedire cioè l’introduzione d’una piccola par-te della Parma nel destro ramo minore con un arginetraversante, proposero i Lesignanesi un lungo traversantefornito di direzione cospirante col corso della Parma di-stinto colla linea AB' (fig. 24 bis ); più alto delle sommepiene conosciute; internantesi nelle terre al di sopra delMulino Conversi, ove offresi una ripa di natura resistentee fortificata con cassoni murati da un Ferrari di Stadi-rano. Con tale difesa si lusingavano i possidenti di Le-sionano di potere combattere validamente le piene delTorrente; di ripiegarle nel sinistro ramo abbandonato; diliberare la loro fronte da qualunque assalto; di bonifica-re, e di rialzare il destro ramo mediante le acque torbide daintrodurvi colle necessarie cautele; di ricuperare le terreperdute; di ricongiungere le isolate in molta parte frut-tifere alle loro possidenze. Si confermarono eglino nellaconceputa lusinga riflettendo che all’ imboccatura del si-nistro ramo si proponevano di aprire un lungo cavo profondooltre il pelo delle acque ordinarie che le invitasse a sta-bilirvi il loro corso.

Pare i.° essere stato dimenticato, che allor quando fuda me proposto nell’anno 1819 di chiudere il destro ramo,era questo di lieve portata, eguale circa ad un quinto del-l’acqua corrente in qualunque stato del Torrente, fornitodi tenue velocità, e facile ad affrontarsi.

2. 0 non essersi considerato, che il ramo sinistro inquel tempo era pressoché rettilineo ed eguale in lunghez-za al ramo destro e di pari caduta, e che lo stesso ra-mo sinistro fattosi curvilineo fu successivamente abban-donato in forza del prolungamento della linea di met.400 ed in conseguenza della caduta diminuita di cir-ca met. 4 essendo la pendenza della Farma in queltronco di met. o. or per metro, e non già in forza del-