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Volume III.
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Ma la troppo avanzata stagione Autunnale ( in cuiebbero luogo le discussioni ) mal propria per intrapren-dere lavori, e fors’ anche la mancanza de’ fondi avendoimpedito di dar mano a qualunque difesa lungo la fron-te di Lesignano, si limitarono quegli abitanti allo scava-mento del taglio nell’ imboccatura del ramo derelitto del-la lunghezza di met. aoo e più, taglio che loro fu con-cesso dal Governo per modo di esperimento.

Eglino speravano, che il ramo superiore discendenteda Langhirano, rivolto alla bocca del ramo derelitto collapropria direzione si determinasse nel taglio, che si aprì consollecitudine, e tanto più lo speravano, poiché a facilitare1’ ingresso del Torrente nel cavo, si costrusse una lunga se-rie di cavalletti, sebbene non approvata, in diversi modi eriuniti, e collegati e disposti nell’alveo giusta la linea deltraversante dapprincipio progettato, sensibilmente prolun-gata imitando così la pratica dei mugnai, allora quandotrattasi d’impinguare i loro canali.

Tale e tanta fu la confidenza in quell’opera, malgra-do il mio disparere anche fatto da me noto più d’una voltaal superiore Governo,che Lesignano si vantò trionfante finoa tanto che perla poca quantità dell’acqua corrente nel Tor-rente si mantenne il taglio operoso. Tale opinione si confer-mò in circostanza, che aumentatasi di alcun poco la copiadell’acqua nel Torrente quella che correva nel taglio si ani-mò, anzi traboccando investì il piede della strada di Langhi-rano rimpetto la casa Fornari, e spguì le bassure dell’alveoderelitto fino al bel vedere della Badia di Torrechiara dad-dove si ripiegò contro le terre ed i torti di Mamiano schi-vando il monte Vitali, che li proteggeva.

Fu allora che i Langhiranesi, ed i finitimi di Torre-chiara se ne dolsero, ed ebbero ricorso al Governo.

Ma nel frattempo sopraggiunta una piena ordinaria,comunque piacesse a taluno di annoverarla fra le massi-me, fu distrutta la chiusa ne’siti più esposti all’assalto