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Volume III.
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ed alla violenza delle acque precipitose, fu riaperto il de-stro ramo fornito di maggiore caduta e bonificato il sinistrogiusta le mie predizioni.

Dopo tale avvenimento nulla fu più determinato, con-tinuò la corrosione di Lesignano, e le fronti, ed i tra-versanti di Mamiano coperti dal Monte Vitali si videroin sicuro. Soltanto ad assicurare il deflusso del CanaleMaggiore si trasportarono i tratti più minacciati nellecampagne ed i muliui furono salvati.

Premessa l’esposta storia si soggiunge, quale sembriessere la difesa più conveniente onde rimuovere la cor-rosione di Lesignano, stabilire il filone nel mezzo dell’alveo, assicurare le inferiori irrigazioni, mantenere ope-rosi i Mulini fino alla Capitale e togliere ad un tempoqualunque motivo di doglianza.

Si premettono a tale effetto le seguenti osservazioni-i. u La naturale larghezza della più ristretta sezionedella Parma in que’ dintorni si ritienedi met. 25o com-presi i greti diversi, che vi si veggono qua e là sparsi.

a.° Si crede di potere occupare con pennelli il quintoalmeno della sezione, combattendo così un quinto circadella forza del Torrente. Egli è perciò che si pensa po-tersi formare della lunghezza di met. 5o ciascun pen-nello insuperabile alla testa da innalzarsi a difesa. Essen-do dunque la pendenza del torrente di un centimetro permetro, l’altezza d’una piena massima poco minore di tremetri, ed i rigurgiti in ragione inversa delle pendenze, ediretta dell’altezza degli ostacoli, si reputa che il ringor-go, ossia la molente triangolare al di sopra d’ogni pen-nello riescirà della lunghezza di circa met. 3oo.

3.° Si vuole cominciare la difesa dal forte Ferrari,come punto sicuro.

4 ° Si determina il numero de’ pennelli col nuovo me-todo della composizione delle forze supponendo un quintodella forza del Torrente arrestato, e liberi quattro quinti.