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Volume III.
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stegni che moderando, e diminuendo la pen-denza, e la velocità del canale facciano au-mentare quanto abbisogna 1’ altezza dell’ acquaper la comoda navigazione.

XXXI. Regola III. a Sapendosi dall’esperienzache la massima caduta de’ sostegni non dovreb-be giammai eccedere 1’ altezza di tre metri,dividendo per tre la pendenza tra la presa del-1’ acqua, o veramente tra 1’ origine del canale,e 1’ estremo punto del canale medesimo, restadeterminato assai prossimamente il numero de’sostegni, che si collocano e talvolta si compon-gono, o come si suol dire si accollano dovemeglio lo consigliano le località, e le partico-lari circostanze.

XXXII. Regola IV. a L’ altezza dell’ acqua ne’canali si compone di quella che le barche ca-riche sogliono pescare e dell’ altra che deverimanere libera tra il fondo delle barche, edil fondo del canale, affinchè i battelli possanogalleggiare.

XXXIII. Regola V. a Si toglie ogni pendenzaal fondo del canale, se questo è di scarsissimaportata, ed in tal caso si fa la navigazione inacqua pressoché stagnante, e l’altezza dell’ac-qua diviene indipendente dalla portata.

XXXIV. Regola VI. a Essendo nota la larghez-za del canale = 7, e la pendenza= ([), se si chia-merà y la determinata altezza d’acqua da man-tenersi nel canale, se ne troverà la portata Qcol sussidio della forinola al §. 58 1 . Tom. I.