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XXXV. Regola VII. a Dalla regola IV. a si de-duce col Gauthey ( a ) che la distanza dall’unaall’ altra conca, o sostegno, volendo alimenta-re quest’ ultima coll’ acqua del goro, cioè deltratto superiore del canale deve essere tale, checomputando 1’ altezza dell’ acqua che prendo-no i battelli carichi resti tra il fondo dei bat-telli medesimi, ed il fondo del canale 1’ altezzache basta a non rendere sospesa la navigazione.
XXXVI. Osserva lo stesso Autore, che d’ or-dinario si dà ai canali un’ altezza d’aOtJllà mag-giore di centimetri trentadue di quella checorrisponde ai battelli carichi, ed avverte po-tersi abbassare di circa la metà d’ altezza ilpelo de’ canali, e così di centimetri sedici sen-za che la navigazione venga interrotta; restan-do sempre tra il fondo del canale e quello de’battelli 1’ altezza libera che si reputa la mini-ma almeno di met. o. 16, onde i battelli co-me si è detto alla precedente regola IV. a pos-sano galleggiare. Il Venturoli ( b ) vuole, chela detta altezza libera sia di mezzo metro perrendere insensibile il più che sia possibile laresistenza del fondo.
Dalla precedente osservazione consegue,che nel calcolare il consumo cui dà occasione iltragitto de’ battelli devesi eziandio aver riguar-do all’ indicata altezza libera.
( a ) Memoire sur les eaux de navigation.
( b ) Elementi Tom. II. lib. IV. Cap. IX.