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Volume III.
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giore senza avere riguardo al più piccolo. Di-mostrasi questa regola nella seguente maniera.Sieno dodici i battelli; cinque di questi navighinoverso un lato, mentre sette procedono verso illato opposto. Si raddoppi il numero sette, e s’in-ferisce che quattordici saranno i prismi di caduta,che in questo caso si dovranno consumare. Infatti egli è evidente per ciò ch’è stato detto, chenella supposizione che cinque battelli monti-no, e cinque discendano ciascun d’ essi consu-merà un prisma di caduta, e ciascuno deglialtri ne consumerà due. Il numero dieci è dop-pio del più piccolo numero, e conseguentemen-te si aggiungerà raddoppiata la differenza deidue numeri. Per tal maniera si ha il numeroquattordici doppio del numero maggiore, cheindicherà il numero de’ prismi di caduta, chenel supposto caso vengono consumati.

LXII. Si è detto nella regola V. a ( $. XXXIII )che talvolta la navigazione si fa ad acqua sta-gnante, ed in tal caso, riflette il Venturoli (a)che se non si facesse consumo di acqua nonaprendosi le conche, o sostegni non sarebbevigiammai d’uopo di derivare nuova acqua perripararne le perdite. Ma ritenuto che si apro-no le porte ben si comprende, che ad ogni pas-saggio di barche devesi estrarre superiormen-te tant’ acqua, quanta corrisponde alla capa-

( a) Elementi di Meccanica ecc. Tom. II. §. 601.