CXVII. Praticasi ancora dagli Architetti i-draulici di aprire degli acquedotti nella gros-sezza de’ muri, o fianchi laterali, che comuni-cano colla gora superiore, e col sostegno, econ questo, e colla gora inferiore. Con tal mez-zo se non si aumenta, certamente non si cor-regge 1’ obliqua direzione delle acque a dannodelle sponde, non s’ impediscono i vortici, lecostrutture riescono più difficili, più dispen-diosa è l’erezione dei muri laterali che richieg-gono maggiore grossezza, si facilitano gli scon-ci ed il bisogno delle riparazioni si fa più fre-quente. I predetti acquedotti molto usitati sichiamano trombe , si muniscono di ventole a me-tà del loro corso per regolare come più piaceil passaggio dell’ acqua, diconsi trombe cari-canti quelle che destinate sono a caricare, eriempiere il cratere, scaricanti le altre, che loscaricano, e vuotano. Sono le trombe come av-verte lo Zendrini ( a ) meno dannose, e la for-za dell’ acqua vien meno costruendole a latidivergenti di maniera che a poco a poco dila-tandosi sia più ampia allo sbocco la loro se-zione, cbe all’ ingresso.
CXVIII. Ad evitare se non del tutto, alme-no in gran parte gl’ inconvenienti, che deriva-no dai due metodi precedenti delle portello edelle trombe immaginò il Gauthey per toglie-
(a) Acque correnti Cap. XII. §• IX.