Band 
Volume III.
Seite
399
JPEG-Download
 

31)9

tro uri ostacolo qualunque. Manca la necessa-ria supelletile delle sperienze tanto ne’ fluididefiniti, che indefiniti valevole a guidarci consicurezza, nè si può molto confidare nelle po-che che abbiamo a motivo dei moti perturbati,ed irregolari, che produce 1’ azione dell’ acquecontro i solidi incontrati.

II. Espongonsi per lo più all’ urto delle a-cque grandi ruote verticali, o orizzontali ar-mate d’ ale, o palmette che ricevendo 1’ impul-so dalla corrente trasfondono il loro movimen-to alle varie parti delle macchine, cui tali ruo-te sono congiunte. Sia la superficie d’ una pal-metta = A, la velocità equabile che col rivol-gersi della ruota acquista il suo centro di re-sistenza, sia — v, la velocità equabile dell’acqua corrente — V ; sarà dunque investita lapalmetta direttamente colla velocità V — v( §. 3c. ).

III. La forza che produce il movimento qua-lunque sia si misura da un peso applicato al-1’ asse della ruota sostenuto col mezzo di unacarrucola di rimando. Sia la ruota verticaleAGFH colle rispettive ale a palmette diretteal centro C. Essa si muove per 1’ urto eserci-tato dal corso delle acque contro le stesse pal-mette, e tal urto si calcola col mezzo del pesoQ sopportato dalla corda COS, che s’ avvolgeintorno l’albero orizzontale della ruota, e passasulla carrucola D (fig. 48 ).