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di sfogo, essendo la velocità superficiale di met.3. 609, e quindi la media di met. 3. 193 ( Tom.I. §. 571 ) pescando le palmette met. o. 29, sitrovò pure, che il massimo effetto della mac-china si ottiene allorquando v — | V.
XV. Quindi si argomenta giusta le deduzio-ni dei precedenti §. X e seguenti che nell’equa-zione trovata al §. VII rnAv (V — v ) a — Qusi potrà supporre l’urto non già crescente in pro-porzione del quadrato della velocità, ma secon-do una proporzione minore. Si trova infatti con-formemente alle fatte sperienze, che il valoredell’effetto massimo viene espresso assai beneda mAv ( V — v ) 1 ' 33 ove l’esponente della ve-locità relativa è minore del numero 2.
XVI. Il predetto esponente vale tanto peifluidi indefiniti, quanto pei fluidi correnti incanali angusti: mentre però si ha ne’ primimA ■■= 2. 3 o, trovasi ne’ secondi mA = o. 649.
( S- XII. ).
Essendosi trovato nei canali angusti il va-lore di m— 14 1 - 1 33 ( §. XII.) ed avendosi mA— o. 649 ( §• XVI. ) si trova A = o. 0046, econseguentemente comunque fossero cinque leale, che pescavano nell’ acqua, e fosse 1’ arcosubacqueo di gradi 40 prossimamente si com-prende, che riducendosi tutte le palmette al-la sola esposta all’ urto diretto colla superfi-cie immersa di o. 0040 ( §. XI. ), questa rie-sce maggiore della vera di circa un sesto, e ciò