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dell’ acqua, ed impediti ne’ loro movimenti( Voi. I. 295 ). Egli è chiaro, che 1 ’ esecuzio-ne di tutti i lavori occorrenti per allontanarequalunque danno, che si potesse temere, 0 ve-rificare, devono essere a carico di chi cercad’ innalzare una chiusa.
LXXIII. E qui cade 1 ’ osservare, che la trop-pa quantità dell’ acqua può diminuire, ed an-che del tutto impedire 1’ effetto della macchi-na. Suppongasi che siasi costrutto un mulinoin modo, eh’ esso possa produrre il più grandeeffetto dipendentemente dalle dimensioni del-le varie parti che lo compongono, e da unadeterminata quantità d’ acqua: egli è chiaro,che aumentandosi tale quantità sarà pure au-mentata la forza dell’ impulso; quindi il nume-ro delle rivoluzioni in un determinato temponecessarie per fornire una buona farina in unmulino da grano ( che cinquanta soglionsi con-tare per minuto ) si accrescerà, e la bontà del-la farina verrà meno per un eccesso di calore.
Parimente ne’ mulini da pestare, se la for-za è soverchia, il maglio, 0 pillo non tocche-rà il punto più basso del mortaio, e sarà sol-levato prima di avere prodotto il suo effetto.Vale lo stesso per qualunque altra macchina.L’ eccesso adunque della quantità dell’ acquamovente può nuocere alla bontà dell’ effetto,ed eziandio distruggerlo.