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Volume III.
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XCIV. Si abbia cura, che le parti componen-ti i mulini da grano sieno elastiche, affinchècon tale elasticità aumentata dal moto oscillato-rio delle mole prodotto dalla loro asprezza sipossa ottenere il massimo avvicinamento dellemole medesime.

XGV. A produrre ne’predetti mulini un effet-to costante fa d’uopo, che il peso della mola, ela sua velocità sieno invariabili. Per la qualcosa essendo determinato col mezzo dell’espe-rienza il grado di pressione conveniente do-vranno le mole essere fornite di tal volume, epe*so che il suddetto grado non cangi. E qui cadel’osservare, che conformemente all’ esperienzala resistenza del grano è indipendente dalla ve-locità della mola; poiché crescendo questa siaumenta pure colla stessa proporzione la quan-tità della biada da triturarsi.

XCVI. Si è veduto (§. XXXIV), che il brac-cio di leva medio della resistenza è | del raggiodella mola ne’ mulini da grano, e siccome sipuò considerare diffusa tale resistenza sopratutta la superfìcie del cerchio coperto dalla ruo-ta, così si comprende che entro determinati li-miti la resistenza della biada sarà minore sottouna grande mola, che sotto una piccola, avutoriguardo al peso dell’ equipaggio da muoversi.

XCVII. Egli è evidente, che la resistenza delgrano si diminuisce a poco a poco a misura ch’es-so si allontana dal centro di moto, e si accostaalla circonferenza della mola, che si circonvolge.