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do non eccede di un metro circa l’elevazione del-l’acqua che si deve intraprendere. Si usa so-prattutto siffatto metodo, osserva il Belidor (a)dovendosi agire nel mare, dove fa d’uopo gua-dagnare colla secchia qualche ora per giorno,e dove altre macchine sarebbero esposte ad es-sere rovesciate, o rapite dall’improvviso impe-to delle onde.
IV. D’ordinario si assicurano due secchie aidue capi d’una stessa fune che abbraccia unacarrucola, od un tamburo aggirantesi intorno alproprio asse. La larghezza della secchia si pro-porziona al diametro del pozzo, in cui mentre,l’una discende, l’altra secchia nello stesso tem-po deve salire, ed è perciò, ch’esse si costrui-scono piuttosto lunghe che larghe, si munisceil fondo delle medesime, d’una, o più valvoleche danno l’ingresso all’acqua così tosto, cheuna secchia ne tocca la superficie ed ottenu-tone il riempimento ne impediscono l’uscita, edanno luogo alla salita, ed alterna discesa del-le secchie. Rinnovando il giuoco si ottiene l’e-strazione dell’acqua a più riprese, e per inter-valli misurati dal tempo trascorso tra la discesadi un recipiente, e la salita dell’ altro. L’ in-dicato artifizio allorquando il pozzo da cuiV acqua si attinge è assai profondo , è il mi-gliore ripiego che si possa adoperare in tal caso
( a ) Architecture hydraulique Tom. I. Ho. II. §. 774.