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equa ila estrarre, e 1’ altra estremità sarà ele-vata all’ altezza cui 1’ acqua stessa deve giun-gere per essere versata in un recipiente sot-toposto, e per essere indi tradotta ver dove lecircostanze particolari ne consigliano 1’ affluen-za. Sul predetto piano inclinato si fa trascor-rere un bindolo, o catena senza fine compostadi assicelle congiunte insieme con anelli, laquale si circonvolge sopra due lanterne G,D.Una parte della catena è chiusa nel canale, efa salire 1’ acqua mediante il movimento delleantidette lanterne, e 1’ altra metà rimane al difuori scoperta, discende per immergersi, e po-scia salendo trascina seco 1’ acqua incontrata.
XXVI. Ora in primo luogo la questione sipresenta naturalmente, cioè quale debba esserela distanza fra le assicelle o palette componentiil bindolo, sul quale deve scorrere, e salire lamacchina onde ottenere il massimo effetto nelminor tempo possibile.
XXVII. Sia AC parte del piano inclinato (fig.85 ) sul quale deve farsi scorrere il bindolodal basso all’ alto; sia DE una palmetta, e sia-ne un’ altra rappresentata da QO; operi la po-tenza secondo la direzione SP parallela al piano.Egli è manifesto, che coll’azione della palmettaDE si sostiene il solo prisma d’ acqua DEFalto quanto è l’altezza d’una palmetta di cuiEF mostra la superficie dell’ acqua di naturasua orizzontale. Supponendo perciò la secondaVoi. III. 3 1