8 r immaginino perciò due stantuffi di egualdiametro insieme congiunti O'L', OL [fig. 93. bis)P uno inserviente alP inferiore tromba aspiran-te, P altro alla superiore tromba premente. Laprima scarichi il fluido nel serbatoio TT, la se-conda lo sforzi a salire nel tubo montante O'D.
Egli è manifesto, che la forza da impie-garsi per P equilibrio, aperte le due valvoleE, E, eguaglia il peso d’ una colonna d’ acquadi base OL, e di altezza QM. E per vero lostantuffo OL porta il peso dell’ atmosfera rap-presentato da TM, e lo stantuffo O'L' la pres-sione della colonna TQ : perciò la predetta for-za dovrà essere eguale ad una colonna d’acquadella base OL, e dell’altezza eguale ad MTTQ = QM.
LXXX. Qui cade l’avvertire col Cavalieri (a )che mal consigliato sarebbe l’uso delle trombequalunque sieno in generale nelle acque torbidea motivo del limo, e dell’arena che assorbiti col-l’acqua, s’introducono nelle parti componenti lemacchine, e ne accrescono gli attriti, e la resi-stenza fino a renderle inoperose. Al qual effettosi suole unire alla parte inferiore un tubo AN(fig. 90) fornito di molti pertugi in tutta la sualunghezza che impediscono l’ingresso delle ma-terie più grossolane nella tromba ( b ).
( a ) Istituzioni Voi. II. pag. 3ga.
( b ) Mazzuchelli Istituzione Tom. III. §. 63a.