di ghiaja, di ciottoli difformi di mole, ango-losi, e rotondi, che alterni, di diversa natura,di altezza variabile, e situati a profondità noninai costanti si scoprono, penetrando nelle vi-scere della terra, come avvenne di osservareal Ballon scavando un pozzo in Marly =zla villealla profondità di metri trentatrè, e come av-viene oggidì a tutti coloro che si occupano dipraticare pozzi forati per profittare delle acquecorrenti sotto terra, de’ quali si fece cenno alCapo VI. della Sezione I, spinti gli esami finoalla profondità considerevole di metri sessauta-sei (§. 69.) Quali casuali cagioni avranno inestese contrade, non bagnate da’fiumi, traspor-tati gli schisti, i graniti, i marini, e va dicendo,ove le circostanti montagne sono composte di pie-tre di natura affatto diverse ? E quali ( soggiungeil Frisi (ponilo essere i materiali accidentalmenteconcorsi a formare le immense, profonde eduniformi arene della Numidia, dei vastissimideserti della Tartaria, e di tante altre pianurelontane da tutti i fiumi e dal mare ?
147. Se dunque le pietre ed i sassi di qua-lunque specie e figura sono generalmente ma-terie primigenie, e sparse sulla superficie delglobo, puossi a buon diritto argomentare, chenon tutte quelle, che veggonsi diffuse negli alvei,sono state trasportate dalle acque. E per vero,se un fiume discende da monti di natura cal-carea, e mostri uell’alveo depositi di graniti,