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Volume I.
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COROLLARIO III.

166. Egli è per ciò, che la larghezza dell’ al-veo si fa massima, fino ad eguagliare un mi-glio, e più, all’ estremo del secondo tronco; sututta la lunghezza del terzo tronco, ( §. 85 )e nella superior parte del quarto.

COROLLARIO IV.

167. Quanto più saranno frequenti e mol-tiplicate le corrosioni, tanto maggiore riusciràl 1 allargamento delle sezioni; tanto maggioresarà il numero dei rami, in cui il corso divi-derassi, tanto più estesi ed elevati si presen-teranno i banchi ed i greti isolati ( §. i58).

OSSERVAZIONE.

168. L’Abate D. Paolo Frisi riflette, che granparte delle pietre e ghiaje dei torrenti si con-suma negli usi delle strade e delle fabbriche (a).

Ora la lunghezza delle strade mantenute,e riparate colle ghiaje del Taro, F Emilia, ele strade di Cremona, di Fornovo, di Sissa,di Noceto, e diverse altre secondarie, è di cir-ca miglia ottanta, ossia ( computato il migliocomune di metri i5oo ) di metri 120000. Sup-

(a) Geografia fisica de’fiumi, Capo V.