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uua larghezza maggiore di quella, che sarebbenecessaria pel libero scarico delle acque cheil fiume può ricevere; quindi ne derivano glieffetti indicati al paragrafo succitato.
340. Moltiplicandosi le cagioni sopraindicatepuò, siccome accade molte volte nel Po, veri-ficarsi che nello stesso tronco di un fiume simoltiplichino pure in proporzione le isole, eciò tanto più agevolmente, se in forza di osta-coli incontrati, si divida in più correnti la cor-rente principale. Esistono però grandi fiumi(osserva il Bernarde, (a) che presentano qualchevolta isole così estese, che qualunque idea diformazione successiva sparisce ; la loro esistenzaha per origine il tempo in cui questi fiumi co-minciarono a fluire.
341. Ora sia il tronco di un fiume (fig. 3 o )ABDC, nel cui mezzo sorga un’isola E: suppongasiche al disopra di questo incremento sia la spon-da investita dalla corrosione in B. Egli è in-dubitato, che le terre svelte da tal punto di-scendendo saranno a poco a poco deposte aldi sotto (§. 179) ed il ramo posto alla sinistradell’isola rimarrà col succedersi delle pieneabbandonato dalla condente, e riempito dalletorbide.
(a) Essai sur les Torrents, et Rivieres.