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fievolmente alle successive influenze diminuen-dosi. Si suppone che le piene degl’influentisieno contemporanee, e continuino con quelledel recipiente, poiché qualora ciò non si veri-ficasse, e le acque influenti richiedessero mag-giore pendenza di quella che conviene alleacque del recipiente, l’alveo comune rimar-rebbe necessariamente rialzato per l’ingressodi quelle senza di queste.
385. Per rispetto alla larghezza dell’ inal-veazione, nel caso eli’essa debba ricevere l’ in-fluenza d’ altre acque, essa non si può ditì-nitivamente determinare, dipendendo 6 dallanatura del terreno più o meno tenace, e dallaportata de’ fiumi. Non vi è se non se 1' osser-vazione di alti’i simili casi, la quale possaservire di lume, e condurre ad un esito felice,non dimenticando mai la massima, che in talioperazioni vale meglio l’abbondare, che ilmancare.
386. Non basta nelle nuove inalveazioni at-tendere al nuovo fiume da aprirsi, devesi pureavere riguardo alle variazioni ebe possono av-venire nel corso degl’ influenti, e prevederlese fia possibile. Se la nuova inalveazione riu-scisse più bassa notabilmente della cadente diun influente, aumentandone la caduta, vi sareb-be rischio in tal caso che il trasporto delleghiaje si protraesse all’ ingiù fino al nuovo alveo,e dal loro cumulo venisse in esso impedito il