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tanta ampiezza poco varrebbero le acque peraffrontare il mare, per trasportare le torbide,per distruggete i banchi di sabbia, per man-tenere sgombro lo sbocco; provvida semprela natura, impiega le acque stesse per aprirede’ canali, e moltiplicarli ove minori sono gliostacoli de’ banchi di arena, delle onde delmare, dell’ impetuosità de’ venti, e per questicomunque divise le acque conservano tale etanta forza, quanta richiedesi pel pronto elibero loro scarico.
E qui si noti che non tutti i predetti ca-nali sono egualmente operosi; un solo o pochipiù d’uno e que’ soprattutto che incontranominori resistenze servono allo smaltimento delmaggior corpo d J acqua, rimanendo gli altricome a supplimento, e a sussidio in tempo distraordinarie piene, o maree, o in circostanza,che per non prevedute cagioni o vicende qua-lunque sieno, avvenisse cangiamento nel sistemadel buine o nella spiaggia del mare.
452 . Ritenute le precedenti osservazioni( §. 44° e seguenti ) per cui si conoscono, edistinguono i burnì che abbisognano di focimoltiplici ; richiamati i danni ed i vantaggiderivanti dalla moltiplicità degli sbocchi; con-siderando inoltre, che le acque tributarie almare trovandosi unite profondano la loro foce;che i fiumi soggetti a scavamenti, a corrosio-ni, ad interrimenti entrano in mare, come si