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osservazione nella misura delle acque correnti;mal riuscì, come avverte il P. Abate Castelli(«) nel confronto della quantità d’acqua as-soluta scaricantesi da diversi punti degli acque-dotti; e non computando la velocità, ed avendoriguardo alla sola superlìcie ed ampiezza del-la luce cadde in errore.
4bó. Così continuossi fino ai tempi del Ga-lileo e del lodato Castelli discepolo di lui adadoperare per la misura delle acque correnti,trascuratane sempre la celerità; fallace quindine fu il riparto, e per sì lungo tempo singo-lari furono i paradossi, che da per tutto si ri-scontravano ne’ fenomeni delle piene, delle con-fluenze, delle diramazioni de’ fiumi (b). Cosìnon intendevasi come la somma delle sezionidegl’influenti superi di gran lunga la sezionedel recipiente; come la sezione di un fiumeristretto in un solo tronco sia tanto minoredelle sezioni insieme prese dei rami in cui ri-solvesi; come l’acqua corrente nell’ampia se-zione di un canale si assottigli in una docciaper dare movimento a qualche idraulico opi-tìzio, sicché ora ne apparisca maggiore la co-pia, ora minore, rimanendone così indetermi-nata e vaga la misura, quando all’ oppostodeve essere determinata ed una.
(a) Misura delle acque correnti. Appendice I.
(b) Frisi. Idrometria de’ fiumi. Capo I.