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Volume I.
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381
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l’acqua sopraincomhente sotto una determinataaltezza dovrebbe divenire doppia; tripla ecc.raddoppiandone, triplicandone l’altezza. Ap-plicato il predetto principio al movimento del-F acqua nell’alveo de’ fiumi, parve infatti aquel grand’uomo cotanto benemerito alla scien-za dell’ acqua , vetrificarsi, che raddoppiandosil’altezza di un fiume, o corso d’acqua qualun-que in un regolatore (sezione artifiziale di for-ma rettangola) si raddoppiasse pure'la velocità.

5oi. Cercò egli di dare la dimostrazione geo'metrica del Teorema, ma non essendosene sod-disfatto ebbe ricorso al seguente sperimento.

Col mezzo di cento sifoni portò il prelo-dato Autore l’acqua in un canale sottoposto,e dopo di avere osservata l’altezza prodottanel canale dalla introduzione di quella dispen-sata da un solo sifone, si assicurò che perottenere un’ altezza doppia era necessario loscarico di quattro sifoni compreso il primo;per ottenere un’ altezza tripla era necessariolo scarico di nove sifoni, e cosi successiva-mente, talché le quantità d’acqua scaricate inegual tempo risultavano costantemente comei quadrati delle altezze vive, ciocché non po-tevasi verificare quando non fosse V: a V: 3 T'ecc. come A: a A: 3 A ecc.

5oa. Ripetè il Castelli i suoi esperimenticon ordine inverso, e dopo di avere introdot-ta l’acqua scaricata dai cento sifoni nel suo