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tinua lo stesso Autor e, per esempio il Po quan-do per poggia dirotta trovasi in piena.
Allora alcuno non vi ha de ’ suoi numerosi in-fluenti dalle cime dell’ alpi insino a quelle degliAppennini, le due Dorè, la Stura, la Sesia, ilTauaro,la Seri via, V Agogna, il Ticino, la Nure,la Trebbia, e T Adda, e il Taro, e il Lenza,ed altri non meno conti, e riguardevoli fiumi,alcuno dico non vi ha, che non porti al Pouna considerabilissima copia di acqua. E se do-po ciò, si segna colf occhio a mano a manoalcuno <li questi influenti, rimontando fino alleloro sorgenti, qual infinito numero di scaturi-gini, di fontane, di rivoli, di fossati, di torrenti,di fiumicelli, di scolatoj, o di acque vaganti,non s 1 incontrano in ogni parte, e non vannoalla fme a radunarsi in quelli, sicché non v’ èdorso di monte in tempo di piena, non costa,non valle, non collina, non pendice, non tetto dicasa, o di capanna, non sentiero, non luogo in-clinato, che immediatamente, o mediatamentenon somministri al Po un tributo di acqua.
Come sarebbe possibile, che questa immensamole, che un corpo d’ acqua cosi sformato emostruoso potesse contenersi in quel fiume, seconservassero V altezza corrispondente a quellade’ vasi? (a) Quali frequenti e sterminate in-
(a) L’Autore intende parlare del sistema de’Fororio-misti che applicano le leggi della velocità delle acque