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Volume I.
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quella che un corpo grave acquisterebbe ca-dendo liberamente dall’ altezza predetta, no-terò m primo luogo che questa legge non siverifica, se non se allora quando l’orifizio tantoorizzontale che verticale riferito all’ampiezzadel vaso trovasi essere infinitamente piccolo,e come tale si può ritenere tutto al più quan-do P area del foro non eccede del fondoassoluto del vaso («), chiamandosi fondo rela-tivo la differenza tra il fondo assoluto e P a-rea (lei foro.

5 io. Per la qual cosa ben si comprende,che supposto un vaso ABCD ( fig . 47 ) ripienod’acqua fino in EF, che sfugge al di sotto daun foro MN, tale da potersi riguardare in-finitamente piccolo per rapporto al fondo CD,la velocità degli strati interni del fluido, chediscende, deve necessariamente essere infini-tesima per rapporto a quella dell’ acqua cheesce dal foro.

E per vero mentre scaricasi il prismaMNmn dal foro MN, la superficie EF di-scende in ef; perciò i volumi MNmn, EFefriusciranno fra loro eguali, cioè sarà EF. Ff =MN . Mm, e conseguentemente EF: MN::Mn>: Ff; ma MN si risguarda come infinita-mente piccolo rispetto ad EF-, dunque anche

(a) Boj.sut Partie II. Capo I. Hydrodinamique.