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io: i3; e perciò la quantità d’acqua razio-nale, la dispensata a foro armato, e quella aforo nudo staranno fra loro cornei 6, i3. io.
5 1 5 . 1 tulli a piramide e a cono tronco for-niscono maggiore quantità d’acqua de’ cilin-drici, e molto più gl’imbuti cicloidali. E quiè da notarsi, che la lunghezza de’ tubi devenecessariamente essere maggiore della distan-za della massima contrazione della vena dalforo, onde possa gonfiarsi per l’impedimentodel tubo l’acqua che cerca di dilatarsi, riem-piendone la cavità; perchè ben si comprende,che la predetta lunghezza deve avere un li-mite, e non essere soverchia, affinchè dallosfregamento contro le pareti del tubo non siproduca un troppo sensibile ritardo nella ve-locità, e per tale effetto, non ostante l’ingros-samento della vena fluida, la quantità d’acquadispensata venga diminuita.
516 . Anche la figura del foro, nonché quelladel vaso può contribuire a modificare l’efflus-so. Minima è la quantità d’acqua che si ot-tiene alloraquando il foro è praticato in unalastra sottile; essa si aumenta se il foro è a-perto nel fondo, o nel lato di un vaso di sen-sibile grossezza, che quasi tiene il posto ditubo, e cresce ancora se il foro si allarghiinteriormente a foggia d’imbuto. I vasi conici,parabolici, emisferici, supposta costante la lo-ro capacità, ed uguale l’apertura, si vuotano