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Volume I.
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398
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all’ uscire de’ lori si chiamino C, c. Poiché levelocità seguono la sudduplicata ragione (Iellealtezze del fluido premente, sarà C: c :: [/~a :J,/”a. Queste velocità (liconsi rispettive.

519. Aperti pili fori E , F, G ( fig. 43) nellato CD del vaso ABCD , ove 1’ altezza del-1’ acqua è misurata dalla II), se intorno aquesta linea con un parametro qualunque ILdescriverassi una parabola IDd, e dai puntiE, E, G, D si condurranno le ordinate Ee, Ff, Gg,l)d, queste esprimeranno le velocità rispettivedel fluido all’ uscire dai fori. Poiché per la

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proprietà della parabola si ha Ee'. Ff’.Gg’DdIE : 1F : IG : JD; e quindi Ee : Ff : Gg : DdV~Te : \riF : V~Tg : V~TB ecc.

520. Se il rapporto delle ascisse 1E, IF,IG, sarà espresso dalla serie dei quadrati 1.4. 9- ecc. P acqua uscirà dai fori F, G ecc. conuna velocità doppia, tripla ecc. di quella concui esce dal foro posto al disopra in E.

P RO lì LE M A 1 I.

5ai. Conoscendosi P altezza dell’ acqua aldisopra del foro determinarne la velocità as-soluta.

La velocità dell’ acqua all’ uscire da unforo è quella stessa, che acquisterebbe un gra-ve cadendo liberamente in forza della gravitadall’altezza del fluido contenuto nel vaso (§. 5oq).