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Volume I.
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584- Che però sembra potersi inferire dai§. 582 e 583 che allora quando P acqua di untìume è costretta di passare da un piano de-clive in un altro sensibilmente meno declive,e soprattutto in un orizzontale, allora per lenote leggi de’ corpi gravi discendenti per pianiinclinati si farà una perdita di velocità pro-porzionevolinente al seno dell’angolo che mi-sura l’inclinazione dei due piani, oltre quellaprodotta dalla resistenza dell’alveo, e dive-nendo in siffatta maniera il moto assai lento,la velocità potrebbe essere dovuta alla pres-sione da misurarsi secondo lascala del Castelli;lo stesso direi doversi verificare in un troncoretto, passando le acque da una sezione ri-stretta ad un’ ampia.

585. Che se le acque di un fiume venganoad incontrare subitamente qualche ostacolo op-posto al libero loro corso, o passino da una se-zione più ristretta della precedente, o sieuocostrette di piegare di direzione, e serpeggiare,e formare caduta, in tal caso esse si gonfie-ranno con rapidità, e sotto sensibile altezza, percui la misura della velocità potrebbe forse segui-re in tale circostanza le leggi insegnate dal Gu-glielinini; l’osservazione e l’esperienza potran-no giustificare, o smentire queste congetture.

586. Ripiglisi l’equazione fi) dalla quale

Kf Dg a cos. g*

a

si ricava f V) u

a